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Correzione
dei difetti visivi con Laser ad Eccimeri
Alla fine degli anni ’70 si è iniziato ad usare il laser per ottenere una maggior precisione ed affidabilità nel cambiamento di forma della cornea. I ricercatori scoprirono che il laser ad eccimeri poteva rimuovere il tessuto con una precisione accurata fino a 0,25 micron. Il laser “ad eccimeri” è una radiazione invisibile di ultravioletto che viene opportunatamente indirizzata e guidata sulla superficie corneale attraverso il controllo di un sistema computerizzato. Attualmente, dopo 25 anni d’uso, i laser ad eccimeri più tecnologicamente avanzati hanno raggiunto una precisione ed una sicurezza di livello straordinario nel campo della correzione chirurgica dei difetti visivi. Utilizzando questa tecnica sofisticata viene cambiata la curvatura della cornea, in quantità tale da correggere il difetto, analogamente agli occhiali o alle lenti a contatto del paziente, riducendo o addirittura eliminando una dipendenza a vita nei confronti delle lenti correttive.

Esistono varie tecniche di applicazione del laser sulla cornea: la PRK, la LASEK, l’EpiLasik e la LASIK.
La scelta delle tecnica ideale dipende dalle caratteristiche specifiche del paziente, sulla base degli esami pre-operatori..
PRK (Photo Refractive
Keratectomy): Fotocheratectomia di superficie con laser ad eccimeri.
La PRK è stata la prima tecnica
ad utilizzare il laser ad eccimeri, è caratterizzata da una
estrema sicurezza e semplicità di esecuzione a scapito di un decorso
post-operatorio un fastidioso. Per questo motivo si preferisono ormai le altre tecniche più recenti e performanti descritte di seguito. La vaporizzazione istantanea del tessuto
corneale da parte del raggio laser consente di riscolpire il profilo della
cornea in modo preciso e regolare, correggendo così il difetto
refrattivo. Ma elimina anche lepitelio corneale (il rivestimento
esterno dellocchio) che dovrà ricrescere nuovamente.

Per questo motivo la guarigione completa
del tessuto corneale, e con esso la stabilizzazione del risultato visivo,
si completa soltanto dopo 6-8 mesi.
Un certo grado di imprecisione è inevitabile, normalmente la tolleranza di correzione equivale circa al 20% del difetto visivo totale che si intende correggere. Una ridotta percentuale di pazienti può andare incontro ad un fenomeno di regressione della correzione superiore al previsto a causa di una cicatrizzazione eccessiva (detto HAZE) del tessuto corneale; in questi casi, trascorso il periodo sufficiente alla stabilizzazione del difetto (almeno 8-12 mesi), è possibile la riapplicazione del laser con l’uso dei colliri cortisonici che tengano conto delle modalità eccessive di guarigione corneale di quel soggetto.
LASEK ed EpiLasik
( LASer Epithelial Keratomileusis )
La LASEK può essere considerata
una evoluzione della PRK , cercando di migliorarla integrandola
con i principi della LASIK. Infatti nella LASEK si mantiene integra la
pellicina di rivestimento della cornea (epitelio), semplicemente viene
distaccata dallo strato sottostante, in modo tale da poter essere poi
riposizionata dopo aver effettuato il trattamento laser. Nella EpiLasik
il distacco dellepitelio avviene meccanicamente utilizzando uno
strumento automatizzato. Questo consente una guarigione un poco più
rapida della PRK, ma soprattutto la cicatrizzazione sarà più
regolare e le probabilità di HAZE ( eccessiva cicatrizzazione )
sono ridotte al minimo.

Per lintervento il paziente riceve soltanto qualche goccia
di collirio anestetico; dopo lapplicazione di un divaricatore delle
palpebre, viene disteso sotto il microscopio del laser, dove è
sottoposto allo scollamento ( manuale od automatizzato ) della pellicina
corneale ed al suo accumulo nella parte superiore o laterale della cornea.
Quindi il paziente viene invitato a fissare una luce rossa di riferimento,
mentre un dispositivo computerizzato (eye-tracker) controlla
lallineamento dellocchio per la durata della procedura (da
10 a 90 secondi a seconda dellentità diottrica del difetto)
e il chirurgo aziona il pedale di funzionamento del laser. La pellicina
viene poi riposizionata con laiuto di una speciale scatolina ed
una microspugnetta.

Alla fine della procedura locchio
viene medicato con colliri antibiotici e antinfiammatori, si applica una
speciale lente a contatto morbida terapeutica sottilissima e la
procedura è terminata. Il paziente dovrà instillare molto
spesso i colliri prescritti e prendere per bocca un analgesico, al fine
di combattere la sintomatologia infiammatoria (tipo congiuntivite:
bruciore, dolore, intolleranza alla luce, lacrimazione, naso che cola,
gonfiore palpebrale...) che più o meno inevitabilmente accompagna
la reazione dellocchio nelle prime 24-72 ore. La lente a contatto
terapeutica ha lo scopo di aiutare la ricrescita della pellicina
di rivestimento corneale (epitelio) e di lenire il dolore, anche se a
volte può sembrare la causa dei disturbi, essa non va mai rimossa
su iniziativa del paziente, ma solo da parte del medico, in genere dopo
4-5 giorni. Già nei primi giorni, se il paziente se la sente, non
si pongono limiti particolari alle comuni occupazioni; si richiede buon
senso nellevitare ambienti potenzialmente dannosi (molto assolati,
ventosi, fumosi o polverosi...), di portare locchiale da sole, instillare
con regolarità i colliri, e recarsi alle visite di controllo come
prescritto.
La guarigione completa del tessuto corneale, e con esso la stabilizzazione
del risultato visivo, è sempre piuttosto lenta e si completa
soltanto dopo 6 mesi. In questo periodo locchio va controllato
per avere la possibilità di guidarne, con i colliri, la curva di
guarigione nel modo più conveniente; in genere la necessità
di instillare delle gocce molto frequentemente si esaurisce nella prima
settimana e poi prosegue con due colliri per circa 60 gg.
E normale attendersi nei primi 20 gg un livello di visione buono
ma non ottimale, destinato a perfezionarsi nellarco del terzo-sesto
mese postoperatorio.
Un certo grado di imprecisione è inevitabile, normalmente la tolleranza
di correzione equivale circa al 10-15% del difetto visivo totale che si
intende correggere. Il fenomeno di regressione della correzione a causa
di una cicatrizzazione eccessiva (detto HAZE) del tessuto corneale
nella LASEK-EpiLasik è molto ridotto, paragonabile
alla LASIK, infatti è indicata anche nella miopia elevata. La
LASEK-EpiLasik consente di utilizzare anche il laser con trattamento personalizzato
per le riduzione delle aberrazioni ottiche. Questa tecnica consente
di unire i vantaggi della semplicità chirurgica propri della PRK
con i vantaggi della stabilità a lungo termine propri della LASIK.
E tecnica di scelta per la correzione di miopie lievi e medie
ed elevate, anche associate ad astigmatismo, sempre che le condizioni
di spessore e curvatura corneale non pongano limiti.
LASIK ( Laser in Situ Keratomileusis): FotoCheratectomia
intrastromale con laser ad eccimeri.
La Lasik o Cheratomileusi (letteralmente : modellazione
della cornea) è una procedura che combina laser e chirurgia per
la correzione della cornea di tutti i difetti visivi. Non è nuova
concettualmente, essendo stata ideata dal dr. Barraquer negli anni 60,
ma con le recenti innovazioni offre risultati decisamente positivi.
Uno speciale strumento, il microcheratomo, effettua una sottile
apertura circolare sulla cornea creando un lembo protettivo che
viene sollevato (come un coperchio); successivamente gli strati
sottostanti vengono trattati con il laser ad eccimeri, per correggere
lammontare desiderato di difetto visivo. Il tessuto sollevato viene
poi rimesso in sede senza punti.

La LASIK ( come la LASEK e lEpiLasik ) consente lutilizzo
del laser ad eccimeri di ultimissima generazione che modifica la curvatura
corneale non solo in funzione del difetto visivo da correggere, ma tenendo
conto anche delle aberrazioni ottiche presenti in tutto il sistema oculare;
questa tecnica consente di ottenere una qualità visiva superiore
ai laser della generazione precedente.
Nei confronti delle PRK/LASEK-EpiLasik, la LASIK comporta nel post-operatorio
minor fastidio per il paziente, il risultato viene apprezzato
in modo più rapido e si stabilizza in maniera altrettanto veloce
e completa( dopo 7 giorni dalla LASIK la qualità visiva è
paragonabile a quella ottenibile dopo 20-30 giorni dalla PRK/LASEK).
I suoi inconvenienti sono legati alla maggior complessità della
chirurgia e dellattrezzatura necessaria.
Il paziente, disteso sotto il microscopio del laser, riceve qualche
goccia di collirio anestetico e lapplicazione del divaricatore delle
palpebre (blefarostato). Fissato locchio con un dispositivo a suzione,
il chirurgo esegue la prima fase di taglio meccanico mediante il microcheratomo,
ottenendo un lembo protettivo, agganciato superiormente.
Il lembo viene sollevato e lazione del laser, viene applicata nella
profondità del tessuto corneale, mentre il soggetto fissa la luce
rossa di riferimento, per mezzo minuto, un minuto al massimo. Alla fine
della rimodellazione eseguita dal laser, la lamella corneale protettiva
viene riposizionata sul letto sottostante, locchio viene medicato
con colliri antibiotici e anti-infiammatori. Lunico farmaco da prendere
per bocca è un analgesico che viene lasciato come optional nel
caso di sensazione fastidiose, che in genere si esauriscono dopo 3-4 ore.
Sin dalle prime ore non si pongono grosse restrizioni alle occupazioni casalinghe; si richiede di evitare attività fisiche impegnative
(sportive in particolare) per i primi 7-10 gg, gli ambienti molto assolati,
fumosi o polverosi, di instillare con regolarità i colliri e recarsi
per i controlli richiesti. Conviene utilizzare occhiali da sole con filtro per lultravioletto per i primi 60 giorni, soprattutto
nel periodo primaverile-estivo e per gli abitanti delle regioni ad alta
insolazione (vicine a mari, laghi, neve...).
Con la LASIK il grado di possibile regressione è lievemente
inferiore , nel tempo, rispetto alla PRK; come per la PRK, dopo un
periodo sufficiente alla stabilizzazione del difetto (variabile da 1 a
6 mesi), è possibile la riapplicazione del laser con luso
di colliri che tengano conto delle peculiari modalità di guarigione
corneale di quel soggetto.
Si ritiene che la LASIK mediante laser ad eccimeri, eseguita con strumentazione
di ultima generazione, sia la tecnica di scelta per la correzione dei
difetti refrattivi lievi, moderati ed elevati, sempre che le indicazione
di spessore e curvatura corneali non pongano altri limiti. In tali situazioni
i risultati sono da giudicare ottimi.

LA
MIA VISTA
Via
Boccaccio 24 - Milano
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