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L'OCCHIO |
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I DIFETTI
VISIVI
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La
miopia
La miopia è il difetto visivo più frequente le nostro Paese,
così come in tutto il modo occidentale, dove circa un abitante
su quattro è alle prese con difficoltà di messa a fuoco
degli oggetti lontani. E’ causata, in genere, da un eccessiva lunghezza
dell’occhio e, più raramente, da una cornea o da un cristallino
troppo curvi; i raggi luminosi prevenienti dagli oggetti lontani che entrano
nell’occhio miope vengono così messi a fuoco davanti alla
retina, nel vitreo, dopo di che cominciano a divergere, formando un immagine
sfocata a livello retinico. Gli oggetti distanti appaiono tanto più
indistinti e annebbiati quanto maggiore è l’entità
del difetto, che si misura in diottrie. Parliamo di miopia lieve quando
il difetto non supera le 4-5 diottrie, di miopia media sino a 8-9 diottrie,
di miopia elevata al di sopra di questi valori (sino a 30 e più
diottrie).
L'ipermetropia
L’ipermetropia, escluse la rare cause da addebitare al cristallino,
è in genere provocata da una cornea eccessivamente piatta oppure
da un bulbo troppo corto. Nell’occhio che non è in grado
di accomodare, ovvero di aumentare la curvature del cristallino e quindi
la convergenza del fascio di luce che arriva all’occhio (ad esempio
in un soggetto che ha superato i 60 anni, oppure con la pupilla dilatata
dai colliri), la radiazione luminosa viene messa a fuoco dietro la retina
e la visione dell’ipermetrope risulta annebbiata a tutte le distanze,
ma soprattutto da vicino. Quando viene compensata dall’accomodazione
(nei gradi lievi e nei soggetti giovani), l’ipermetropia può
rimanere asintomatica e quindi nascosta a lungo, oppure essere rivelata
soltanto da sintomi di affaticamento (nausea, pesantezza oculare, cefalea,
vertigini, improvvise eclissi visive, bruciori oculari, difficoltà
di concentrazione, tendenza allo strabismo convergente) legati all’eccesso
esercizio del muscolo ciliare, che viene sollecitato anche in condizioni
che normalmente sono di riposo funzionale, come ed esempio guardare lontano,
all’orizzonte. Si tratta comunque di un difetto molto diffuso, almeno
quanto la miopia, che in genere “viene fuori” con il passare
degli anni, in soggetti che hanno sempre visto bene in gioventù
e che assistono impotenti al progressivo deterioramento qualitativo della
loro funzione visiva. L’ipermetropia viene definita moderata sotto
le 4-5 diottrie, elevata per valori diottrici superiori alle 6 diottrie.
L'astigmatismo
L’astigmatismo è una condizione ottica molto comune causata,
tranne in rari casi di responsabilità del cristallino o della retina
(malformazioni, traumi....), da una peculiare conformazione topografica
della cornea, che ha un aspetto ovaloide anziché sferico. Si immagini
di tenere un pallone tra le mani e di schiacciarlo: la sua forma inizialmente
sferica (corrispondente a un occhio normale) diventa ovale (occhio astigmatico),
quindi simile ad un pallone di rugby, con un meridiano a maggior curvatura
(quello più schiacciato) e uno a minor curvatura, ad esso perpendicolare.
L’immagine retinica nell’occhio astigmatico non si forma in
un punto preciso (dal greco stigma=punto), ma lungo un intervallo di visione
sfocata. Si tratta per lo più di un’anomalia congenita, individuabile
sin dai primi anni di vita e che si modifica pochissimo nel corso degli
anni (astigmatismo primitivo) oppure secondaria a traumi o a interventi
chirurgici (per patologia tipo cataratta, glaucoma, distacco di retina,
trapianto di cornea, ma anche per complicazioni successive a interventi
di chirurgia refrattiva male eseguiti).
L'anisometropia
Viene definita anisometropia la situazione in cui il difetto visivo è
presente con diversa gradazione nei due occhi.L’esempio che ricorre
con maggior frequenza è la miopia, ma anche l’astigmatismo
e l’ipermetropia si presentano spesso in maniera simmetrica; inoltre
non mancano i casi di antimetropia (un occhio miope e uno ipermetrope)
ed i casi in cui un occhio normale si affianca ad uno con un difetto visivo.
Quando la differenza è significativa (al di spora delle 2-3 diottrie)
il diverso potere diottrico delle lenti su occhiale mette in crisi i meccanismi
della visione binoculare, incaricati di fondere a livello celebrale le
immagini provenienti dai due occhi. Il soggetto accusa sintomi di “affaticamento”
(dolenzia-peso oculare sino alla cefalea, difficoltà ,alla fissazione
prolungata, soprattutto di oggetti in movimento, vertigini, visione doppia)
del tutto simili a quelli provati dai soggetti ipermetropi e astigmatici.
Quando la differenza supera i limiti di compatibilità del nostro
cervello, il soggetto vi ovvia escludendo le informazioni provenienti
dall’occhio più ametrope, chiudendolo, oppure eliminando
l’immagine meno valida, attraverso un meccanismo di “soppressione”,
stratagemma che però comporta l’impoverimento funzionale
dell’occhio escluso, che rimane “pigro”. In questi casi,
ove sia intollerabile o non praticabile la compensazione del difetto mediante
lenti a contatto, la chirurgia refrattiva con il laser ad eccimeri si
impone come indicazione elettiva,per evitare la cosiddetta ambliopia “da
non uso” dell’occhio più penalizzato e la possibilità
che questo, oltre che pigro, diventi strabico.
La presbiopia
La presbiopia, il venir meno all’accomodazione con il passare degli
anni, non va considerato un vero difetto visivo ma un fenomeno fisiologico;
a 45 anni l’occhio normale (emmetrope) continua a vedere bene da
lontano, ma comincia ad allontanarsi il punto prossimo di visione confortevole
per vicino. Il soggetto presbite deve allora ricorrere ai classici occhiali
a mezzaluna, un paio di lenti positive convergenti che mettono a fuoco,
ingrandendo leggermente, i caratteri più piccoli (elenco del telefono,
foglietti di accompagnamento alle medicine......), i soggetti ipermetropi
vedono anticipati i segni della presbiopia, il cui valore diottrico si
somma a quello dell’ipermetropia, aumentando lo spessore della lente
prescritta; i miopi invece devono sottrarre il valore diottrico della
presbiopia a quello dell’occhiale usato per lontano, per poter leggere
confortevolmente.
LA
MIA VISTA
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