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Complicazioni ed effetti collaterali della correzione con laser ad eccimeri
Precisione del risultato
ottenuto: la correzione della miopia (semplice o astigmatica) ottiene,
nella grande maggioranza dei casi, un risultato compreso entro il 15%
del difetto visivo che si vuole correggere (ad esempio se devo correggere
5 diottrie di miopia, potrò ottenere un risultato entro + o - 0.75
diottrie). Risultato insufficiente: vi può essere una regressione del risultato ottenuto, se necessario si può ritoccare la correzione mediante un nuovo trattamento laser se le condizioni corneali lo consentono. Effetto eccessivo: a volte si può ottenere una correzione maggiore del voluto, se lieve viene automaticamente compensata dal sistema accomodativo o di "messa a fuoco" dell’occhio, altrimenti sarà possibile un ritocco. Il trattamento laser non guarisce il difetto visivo, lo corregge come un "occhiale virtuale", quindi se il difetto visivo di base peggiorerà nel tempo, con il passare degli anni potrà essere necessario nuovamente l’uso di occhiali o lenti a contatto in certe situazioni (computer, guida notturna, ecc.). Dolore, lacrimazione, senso di corpo estraneo, intolleranza alla luce: sono effetti collaterali normali nella PRK-LASEK durante le prime 24-72 ore, nella LASIK invece durano solo 2-4 ore. Sensazione di occhio "secco", vi può essere un peggioramento della qualità del film lacrimale con necessità di uso di lacrime artificiali. Soprattutto se prima dell’intervento la situazione lacrimale era già compromessa. Tale secchezza è normale nei primi mesi fino a cicatrizzazione terminata. Raramente vi può essere un peggioramento permanente del film lacrimale. Visione di raggi e aloni intorno alle luci (specie la sera):è un fenomeno normale, dovuto al processo di cicatrizzazione non ancora completato, regredisce progressivamente in 1-6 mesi , è più evidente nella correzione dei difetti elevati e nella correzione della ipermetropia. E’ fondamentale una accurata valutazione pre operatoria del paziente per capire se si corre il pericolo di aloni notturni permanenti. Comunque, nonostante una corretta valutazione preventiva, possono verificarsi delle alonature permanenti dovute ad una cicatrizzazione anomala della superficie corneale, sono comunque casi rari. Induzione di aberrazioni ottiche: quando si correggono difetti elevati possono venire indotte dal laser delle variazioni di curvatura corneale eccessive, creando un peggioramento della sensibilità visiva crepuscolare o notturna, possono essere corrette diminuendo l’entità del difetto visivo da correggere. Pazienti con pupille di grande diametro possono incorrere più facilmente in questo problema. Il trattamento laser personalizzato con sfericità variabile consente di ridurre al minimo la possibilità di queste distorsioni ottiche. Ipermetropizzazione: nelle prime fasi del decorso post-operatorio si manifesta un effetto di eccessiva correzione del difetto con peggioramento nella lettura , col passare del tempo la sovracorrezione diminuirà fino a scomparire del tutto in un periodo variabile da 1 a 6 mesi. Se dovesse perdurare sarà possibile un ritocco laser per correggerlo perfettamente. Cicatrizzazione anomala: nella PRK si può formare una cicatrice non perfettamente levigata a causa di una irregolarità di ricrescita, tale fenomeno tende a guarire spontaneamente nel giro di 8-12 mesi. Raramente si assiste ad una cicatrizzazione della superficie corneale anomala (haze) con la formazione di zone meno trasparenti. Queste opacità sono in genere transitorie, tendendo a scomparire col tempo, altrimenti un ritocco laser consente di eliminare il problema. Difficilmente possono rimanere dei segni permanenti sulla cornea in modo da ridurre la acutezza visiva rispetto allo stato preoperatorio. Questo fenomeno di haze è possibile nella PRK, più raro nella LASEK-EpiLasik e pressocchè impossibile nella LASIK. Nella LASIK si può avere una imperfetta adesione del lembo con la necessità di riposizionarlo correttamente dopo qualche giorno o dopo alcune settimane. Molto raramente si può avere una progressiva variazione della curvatura corneale nel tempo con comparsa di una miopizzazione ingravescente (ectasia corneale). Recupero visivo lento: in genere è dovuto ad una cicatrizzazione corneale anomala e rallentata, oppure ad eccessiva fragilità dell’epitelio corneale, questo rallenterà il decorso post operatorio, sia nella PRK che nella LASEK-EpiLasik - LASIK. Infezioni o infiammazioni sterili: è molto importante seguire le istruzioni post-operatorie al fine di prevenire questa eventualità, le infezioni sono rare e ben controllabili con la terapia appropriata, sono un rischio comune a qualunque procedura chirurgica. L'elenco completo di tutte le possibili complicanze si trova scritto sul consenso informato. Misurazione della pressione intraoculare Il bulbo oculare deve essere mantenuto ad una corretta pressione interna per funzionare al meglio. La pressione intra oculare comunemente viene detta "tono oculare", se troppo alta possono subentrare dei danni al nervo ottico portando una malattia detta glaucoma. Il valore normale del tono è compreso tra 10 e 20 mmHg. La misurazione avviene valutando la deformazione della cornea a contatto con un pesino o uno sbuffo d’aria in pressione. Se lo spessore della cornea è molto alto, la sua deformazione sarà inferiore, quindi il tono oculare apparirà alto pur essendo , in realtà del tutto normale. Viceversa se lo spessore della cornea è inferiore al normale a causa del trattamento con laser ad eccimeri, il tono oculare apparirà più basso della realtà. Dopo trattamento laser la misurazione della pressione endoculare va effettuata tenendo conto del tipo di intervento effettuato per poter così compensare l’errore di lettura indotto dallo spessore della cornea ridotto. Intervento di cataratta E’ possibile che, con l’invecchiamento, insorga la necessità di effettuare un intervento di cataratta. Se il soggetto era stato precedentemente operato con laser ad eccimeri per la correzione dei difetti visivi bisognerà seguire degli accorgimenti e delle misure particolari per calcolare il corretto tipo di cristallino artificiale necessario. E’ qiuindi importante che il soggetto riferisca sempre all’oculista di essere stato trattato con il laser ad eccimeri al fine di consentire la procedura più apprppriata . Chirurgia refrattiva nei soggetti Presbiti E’ opportuno sottolineare come i soggetti presbiti, in genere oltre i 40 anni, che si sottopongono a chirurgia refrattiva, non sfuggono alla regola anagrafica, per cui devono comunque prevedere l’utilizzo dell’occhiale per lettura anche dopo una PRK-LASEK-EpiLasik-LASIK perfettamente riuscite, a meno di ricorrere allo stratagemma della cosiddetta monovisione, situazione in cui l’occhio dominante (quello con cui si guarda nel mirino del fucile o della macchina fotografica) viene lasciato bene a fuoco da lontano, mentre nell’altro viene privilegiata la visione da vicino (rendendolo miope di 1-2 diottrie), se la fusione a livello celebrale delle immagini provenienti dai due occhi è buona il soggetto non avverte nessun disturbo, vedendo contemporaneamente bene alle due distanze principali. Però è sempre una visione di compromesso che può non essere ben accettata dal paziente. La correzione presbiopica con multifocalità corneale non elimina completamente la necessità di occhiali per lettura. La presbiopia è comunque un difetto ingravescente che tenderà a peggiorare comunque con la vecchiaia. Chirurgia refrattiva nei portatori di lenti a contatto Le lenti a contatto sono appoggiate sulla cornea, pertanto lasciano sempre una "impronta" sulla superficie corneale che ne altera al curvatura. E' indispensabile che la cornea riprenda la sua curvatura naturale prima di effettuare il trattamento laser, pertanto è necessaria una astensione assoluta dall'uso di lenti a contatto per un periodo variabile da 20 a 90 giorni. Tale periodo dipende dal tipo li lenti usate e dal grado di deformazione (warpage) da esse indotta. Chirurgia refrattiva nei pazienti Anisometropi e Ambliopi Si parla di Anisometropia quando esiste una grande differenza nel difetto tra un occhio e l'altro (oltre le 2 diottrie), in questo caso gli occhiali non possono correggere il difetto completamente e l'unica soluzione è la lente a contatto o il laser ad eccimeri. Una cattiva tolleranza all'utilizzo delle lenti a contatto rende il laser la soluzione ideale al difetto. Spesso la differenza tra i due occhi comporta uno scarso utilizzo dell'occhio con difetto maggiore fino ad arrivare ad una Ambliopia, cioè un impigrimento della funzione visiva oculare non correggibile nè con occhiali, nè con lenti a contatto e nemmeno con il laser ad eccimeri. Aspettative dalla Chirurgia Refrattiva con Laser ad Eccimeri La decisione di sottoporsi al trattamento è molto importante e, in ultima analisi, solo il paziente stesso può prenderla dopo aver ascoltato i consigli dello specialista. E'importante che il paziente nutra aspettative realistiche e che la decisione sia basata su fatti e non su speranze o false concezioni. Lo scopo del trattamento laser è quello di ridurre la dipendenza dalle lenti correttive, l’intervento non sempre crea una visione di 10/10 e non può garantire la eliminazione totale degli occhiali.
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