| La
decisione di operare
Lanestesia
La tecnica chirurgica
Cristallini
artificiali di ultima generazione
Complicanze
ed effetti collaterali
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Lintervento
di cataratta è uno di quelli che ha beneficiato maggiormente della
evoluzione tecnologica riguardante la chirurgia oftalmica. Proprio per
questo è diventato uno dei più indicati ad essere eseguito
in regime ambulatoriale, consentendo ai pazienti di usufruire dei grandi
vantaggi di questa procedura. Lintervento di cataratta rappresenta
circa il 75% della chirurgia oftalmica.
Cosa è la cataratta
La cataratta è la opacità del cristallino, cioé
di quella minuscola lente posta all'interno dell'occhio con la funzione
di mettere a fuoco le immagini che verranno trasmesse al cervello tramite
la retina ed il nervo ottico. Ogni anno in Italia circa settantamila persone
vengono sottoposte ad intervento chirurgico per cataratta, poiché
l'unica soluzione a questa patologia è la asportazione del cristallino
opacato e la sua sostituzione con una lentina intraoculare.
La cataratta, opacità parziale o totale del cristallino, è
un fenomeno che interessa prevalentemente la terza età;
le probabilità di avere una cataratta aumentano quindi con il passare
degli anni ed il fenomeno è frequente soprattutto oltre i sessant'anni.
Essa comunque non é una patologia esclusiva dell'anziano;
esistono infatti delle cataratte congenite, cioé presenti alla
nascita, conseguenti per lo più a malattie sostenute dalla madre
durante la gravidanza (rosolia, ecc.); le cataratte di varia origine come
le cataratte da esposizione prolungata a fonti di calore intense ed a
raggi X, le cataratte conseguenti a forti scariche elettriche, a traumi
locali o generali; ci sono poi le cataratte secondarie a forme patologiche
dell'occhio (glaucoma, uveite) o dell'organismo (cataratta del diabetico,
del nefropatico, ecc.); frequenti sono inoltre le cataratte nei miopi
elevati; da ricordare sono anche le cataratte da assunzione eccessiva
di farmaci per periodi prolungati (cataratta da cortisone).
Come si manifesta
L'opacamento del cristallino può inizialmente interessare una piccola
zona e allora interferisce poco con la visione, oppure interessa tutto
il cristallino riducendo la vista in maniera completa.
Talvolta impiega qualche mese a manifestarsi, ma il più delle volte
il processo richiede anni, può causare disturbi già ai primi
sintomi, può invece passare inosservata per mesi e mesi
senza provocare alcun fastidio.
Il sintomo più comune è l'abbassamento progressivo e
graduale della vista, il paziente si accorge che la visione si oscura
e si annebbia; incontra difficoltà a leggere, a vedere la televisione,
a distinguere oggetti posti a modesta distanza, a guidare specialmente
di notte.
Un altro comune disturbo che il paziente avverte spesso è un cambiamento
nella qualità della visione, cioé mentre prima vedeva
bene in lontananza e metteva gli occhiali solo per leggere ora la situazione
si inverte progressivamente, infatti riesce a leggere sempre meglio senza
occhiali, diminuendo però la visione in lontananza non riuscendo
a trovare mai un occhiale che lo soddisfi.
LA DECISIONE DI OPERARE
La decisione di eseguire l'intervento chirurgico deve essere concordata
tra paziente ed oculista. Essa viene presa soprattutto in base alla capacità
visiva dell'occhio e alle esigenze di visione quotidiana che ha il paziente.
In pratica quest'ultimo deve valutare quanto la cataratta interferisca
con la vita di tutti i giorni e quanto gli impedisca di fare le cose che
desidera. Per alcune persone anche un leggero abbassamento di vista
è inaccettabile: esse vogliono vedere nitidamente per leggere,
guidare, lavorare; questi pazienti hanno quindi necessità di operarsi
precocemente. Altri preferiscono sottoporsi all'intervento chirurgico
il più tardi possibile, perché temono l'operazione e perché
la cataratta non interferisce grandemente con il loro modo di vita.
Quindi, a parte casi particolari in cui l'intervento è indispensabile
perché altrimenti la cataratta può causare danni all'occhio,
il paziente può decidere secondo le proprie necessità se
e quando fare l'intervento, certamente deve considerare che una vista
migliore permette una vita migliore.
Lo stato dell'arte nella procedura
chirurgica
La chirurgia ambulatoriale deve seguire una procedura che garantisca la
minima invasività, i minori effetti collaterali ed un
decorso post operatorio il più favorevole possibile.
La tecnica che si è rivelata ideale è senza dubbio
la facoemulsificazione in anestesia topica con impianto di lente intraoculare
( IOL) pieghevole.
L'anestesia
Il passaggio dalla anestesia locale per infiltrazione (parabulbare) alla
anestesia topica solo con gocce di collirio, ha drasticamente migliorato
il confort del paziente nel decorso post operatorio, eliminando tutti
i fastidi legati alla anestesia locale, eliminando la necessità
di bendare l’occhio operato e consentendo un recupero visivo rapidissimo
, riducendo quindi al minimo la necessità di assistenza post operatoria.
L’esperienza
ci ha insegnato la grande importanza della corretta valutazione di quale
potrà essere la collaborazione del paziente
durante l'intervento, sarà questo il parametro fondamentale
nella decisione del tipo di anestesia, più importante del tipo
di cataratta che ci troviamo di fronte o di qualunque altra considerazione.
La tecnica
chirurgica
La facoemulsificazione con incisione in cornea chiara ad approccio
laterale si è dimostrata la tecnica di elezione nella cataratta
ambulatoriale.
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Facoemulsificazione
del nucleo del cristallino
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Recentemente è stata introdotta una tecnica di microincisione mono o bimanuale che
consente di effettuare l’intervento attraverso una incisione larga solo
1.2-1.9 mm. con grandi vantaggi nel decorso post operatorio.
La facoemulsificazione consiste nella frammentazione ed aspirazione
della parte centrale (nucleo) del cristallino. Comunemente viene utilizzata la forza degli ultrasuoni (US) per emulsificare i nuclei più consistenti, l’ultima generazione di apparecchi permette l’applicazione di ultrasuoni ad oscillazione anche laterale (OZil® Torsional) con riduzione dei tempi di faco. Recentemente abbiamo introdotto la tecnica che utilizza l’acqua (Aqualase®) riservata ai cristallini più morbidi.
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Il
vantaggio di questa tecnica consiste nella minor aggressività
intraoculare dell'acqua rispetto agli ultrasuoni, poiché un
getto di acqua calda che scioglie il cristallino è meno invasivo
rispetto alle vibrazioni ultrasoniche. |
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Cristallini artificiale di ultima generazione
Inserzione lente nel sacco
capsulare
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I
cristallini di ultima generazione sono quelli ad ottica pseudoaccomodativa
apodizzata. Queste lenti consentono
una visione per lettura anche dei caratteri più piccoli senza lenti
aggiuntive rispetto a quelle per distanza. Inoltre la asfericità del piatto ottico migliora la visione in condizioni di bassa luminosità.
LENTE
PSEUDOACCOMODATIVA
con ottica diffrattiva apodizzata in materiale acrilico idrofobo |
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La
parte centrale della lente crea le immagini per la visione ravvicinata,
l'effetto è paragonabile a quello ottenuto con un comune occhiale
da lettura di circa 3 diottrie.
Queste lenti consentono nel 70% dei casi di leggere senza dover utilizzare lenti aggiuntive. Possono essere necessari occhiali per il lavoro al computer o per la visione a distanza intermedia ( 60-70 cm.)
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Inserzione lente
con iniettore attraverso
micro incisione
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I risultati migliori
si ottengono dopo qualche mese di adattamento alle nuove capacità
visive. Il candidato ideale è il paziente che
desidera una visione dinamica senza l'incombenza di cercare continuamente
l'occhiale per lettura. Il massimo del risultato viene raggiunto quando
entrambi gli occhi sono stati operati, consentendo una visione binoculare
perfetta.
I
cristallini di ultima generazione contengono anche uno speciale filtro
NATURAL che attenua i raggi luminosi nello spettro del blu ( come
fanno i cristallini naturali ) in modo da evitare, il più possibile,
eventuali danneggiamenti alla retina. Infatti la parte centrale della
retina , detta macula, è molto sensibile a queste radiazioni luminose
e potrebbe andare incontro ad una degenerazione detta " maculopatia
"

Oltre alle lenti multifocali sono disponibili anche lenti (IOL Toriche) in grado di correggere o diminuire l’astigmatismo presente consentendo una sempre maggior indipendenza dagli occhiali.
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Calcolo del posizionamento di un cristallino artificiale torico per la correzione dell’astigmatismo corneale |
DOPO
L'INTERVENTO
Il
decorso post operatorio prevede una terapia con collirio antibiotico-cortisonico
ed un antibiotico in compresse. Il collirio andrà instillato per
15-20 giorni circa. Il recupero visivo diventerà evidente sin dal
giorno successivo l'intervento. Non vi sono particolari restrizioni comportamentali
a parte l'ovvia avvertenza di non strofinare l'occhio operato con le mani.
COMPLICANZE
ED EFFETTI COLLATERALI POSSIBILI
Qualunque
atto chirurgico può generare degli effetti collaterali più
o meno frequenti:
-
Imprecisione calcolo del cristallino artificiale (è una
formula di calcolo approssimato con margini di errore anche elevati) con necessità di utilizzo di occhiali correttivi.
- Visione
di riflessi luminosi particolari in certe condizioni di luce (dovuti
alla alta riflettività luminosa della lente artificiale)

- Visione di macchioline, corpuscoli,
aloni, ombre o appannamenti transitori, dovuti al distacco posteriore
del vitreo oppure alle impurità galleggianti nel gel vitreale
posto all'interno dell'occhio (prima erano nascosti dall'opacità
della cataratta)
- Bruciore, lacrimazione, sensazione di
fastidio all'occhio, sensazione di corpuscoli nell'occhio sono sintomi
prevalentemente dovuti alla scarsa protezione del film lacrimale
- Discomfort visivo causato dalla forte
differenza di visione tra l'occhio operato e l'altro con cataratta ancora
da operare.
- Arrossamenti oculari saltuari
- Necessità di utilizzare occhiali
da lettura se il paziente era diventato miope a causa della cataratta
Complicanze
rare ma possibili:
- Endoftalmite, è una grave infezione
endoculare con possibile compromissione visiva.
- Uveite, è una infiammazione
interna dell'occhio dovuta ad una particolare reattività.
- Distacco di retina, dovuto ad una particolare
debolezza della retina
- Peggioramento di una degenerazione maculare
già presente ma non diagnosticabile completamente a causa della
cataratta.
- Glaucoma, un aumento della pressione
endoculare non presente prima dell'intervento.
Non
esiste chirurgia senza possibili effetti collaterali o complicanze,
per questo motivo la decisione di effettuare l'intervento nasce dalla
corretta valutazione del grande vantaggio visivo che otterrà
il paziente rispetto al piccolo rischio di complicanze che correrà.
L'unione della facoemulsificazione in anestesia topica e della chirurgia
ambulatoriale si è dimostrata, nella nostra esperienza, la via
giusta per una adeguata e moderna soluzione del problema cataratta,
consentendo al paziente di avvicinarsi all'intervento con serenità,
senza i timori di un tempo e con la certezza di ottenere un trattamento
allo stato dell'arte. I cristallini di ultima generazione possono addirittura
consentire di eliminare la necessità di occhiali restituendo
al paziente una visione ormai dimenticata da tempo.
LA
MIA VISTA
Via
Boccaccio 24 - Milano
Tel. 02-48021502 - e-mail: info@lamiavista.it
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